L'articolo è stato pubblicato il: 01 giugno 2015

Bijoux e oggettistica assumono nuova identità e a Udine diventano la “Fabbrica dei desideri”

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effe udine_2962Il 7 febbraio a Udine ha aperto “Effe. La Fabbrica dei desideri”, un negozio di bijoux, ma anche un laboratorio artigianale di accessori, complementi d’arredo per la casa e l’ufficio, cadeaux aziendali e per eventi privati creati per essere portavoce di un’individualità. La proprietaria è Fabiola Porceddu, autrice in prima persona di tutti gli splendidi oggetti proposti.

Fabiola ha seguito un percorso formativo imprenditoriale con C.C.I.A.A. Azienda Speciale I. Ter nell’ambito di Imprenderò 4.0. L’abbiamo intervistata per capire il punto di vista di una neo-imprenditrice e quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a fare questo passo.

 

>> Innanzitutto, Fabiola, perché l’idea di un negozio di oggettistica e bijoux?

Ai nostri accessori affidiamo il compito di testimoniare la nostra personalità e il nostro status. Questo principio è ormai estensibile anche alle imprese che affidano ai propri gadget sempre di più il compito di rappresentare una loro immagine esclusiva. Da questo nasce l’idea di un’impresa che commercializzi prodotti artigiani a forte vocazione creativa che esprimano le qualità distintive dei clienti sia come privati che come aziende.

effe udine_2942Fare un’analisi sulle potenzialità del mercato del bijoux e degli accessori (persona e casa) non è stato agevole: se nel 2011 si registrava una crescita del consumo interno decisamente favorevole dovuta proprio alla crisi, nel 2013 abbiamo un rovesciamento di questo dato sempre dovuta alla crisi. Grandi marchi anche di articoli da gioielleria si sono sviluppati in questi anni di crisi puntando sulla bigiotteria o presunta tale, andando a creare una situazione di commistione/concorrenza tra due settori che in Italia viaggiavano ben distinti: il gioiello e il bijoux.

A confortare la mia scelta resta il fatto che crisi o non crisi tra i regali più gettonati il mondo fashion (soprattutto il bijoux) è al terzo posto, surclassato solo da viaggi e alta tecnologia, inoltre pur essendo calato il consumo interno di bijoux l’estero sta scoprendo il made in Italy anche in questo settore (nell’esportazione i dati sono in crescita).

Qualsiasi donna con capacità economiche (anche limitate) è potenzialmente una cliente, anche chi non indossa abitualmente bigiotteria la regala almeno una volta all’anno e questo vale a maggior ragione per gli uomini. L’età dell’utenza non rappresenta un limite visto che le linee dedicate danno ampio spazio anche alle giovanissime e per soddisfare i gusti di ognuna sono state sviluppate linee completamente differenti, fino a pensare a un servizio di restyling della bigiotteria della cliente per soddisfare anche coloro che non riescono a staccarsi per motivi estetici o affettivi dalle proprie gioie. La produzione di “EFFE. La Fabbrica dei desideri” vuole delineare il carattere di chi la sceglie, non soverchiarlo, e questo non solo attraverso il bijoux. Ogni creazione dovrebbe essere vissuta come un prolungamento di sé, qualcosa che esprima “Si, io sono…” non in una logica narcisistica, ma finalmente di identità consapevole: sono giovane, timida, essenziale, romantica, donna.

>> Come hanno influito i tuoi precedenti incarichi di lavoro nella scelta imprenditoriale?

effe udine_2910Ho avuto modo di collaborare all’apertura e alla gestione di negozi di diverso genere in passato (artigianato etnico, equosolidale, centro servizi con rivendita di computer e materiali per ufficio), ma l’esperienza fondamentale per l’apertura della mia azienda artigiana risale al 2004 quando, in collaborazione con una centrale di acquisto di prodotti equosolidali, mi sono occupata del monitoraggio della zona che va dal centro al nord dell’Argentina alla ricerca di produttori artigiani. Lo studio svolto è stato molto articolato e ha portato a una prima importazione. In questo contesto ho avuto modo di sperimentare in forma diretta la produzione artigianale e ho iniziato ad acquisire i primi rudimenti tecnici delle lavorazioni. Negli anni successivi ho continuato ad affinare quanto appreso come hobbista, sperimentando tecniche e materiali sempre diversi. In anni di produzione casalinga, iniziata per passione come dilettante e divenuta più seria e consapevole dopo aver perso una stabilità lavorativa, ho maturato il desiderio di un’attività in proprio. Quattro anni  di esposizioni pubbliche (Castelli Aperti, Idea Natale per menzionare alcune) mi hanno permesso di stimare l’apprezzamento del pubblico e di decidere che le capacità gestionali maturate coniugate alla mia creatività erano solide basi per un’impresa.

>> Per la tua idea imprenditoriale quanto conta il mercato nazionale in rapporto al mercato europeo ed internazionale?

effe udine_2908Chiaramente l’ambizione è quella di lavorare anche con l’estero e ritengo che sia un’aspettativa credibile in un mondo in cui la piazza virtuale di internet è alla portata di quasi tutti. Nel breve periodo desidero consolidare quella che è la mia situazione in una logica decisamente più locale, ma che mi permette comunque di testare la mia produzione con clienti provenienti da Paesi differenti per capire quanto il mio prodotto possa essere attraente anche su culture diverse dalla mia e/o cosa fare perché lo diventi. Via Roma a Udine, dove ha sede “EFFE. La fabbrica dei desideri”, vede passare ogni giorno gente di tutto il mondo, è un mercato incredibilmente disomogeneo e contaminante che spero mi prepari ad una visione più internazionale.

>> Come imprenditrice di te stessa qual è il tuo punto di forza principale e qual è la debolezza che temi di più?

effe udine 1Il mio punto di forza è la capacità di cogliere le specificità della clientela per trasformarle in un prodotto unico ed originale, con una grande attenzione alla funzionalità e con la pretesa di rimanere attraente nel tempo. Temo che potenzialmente la mia debolezza sia tipicamente quella degli imprenditori di vecchia generazione: grandi e piccole imprese costruite da uomini che eccellevano nel proprio lavoro, ma che erano incapaci di equipaggiare la generazione successiva a sostituirli. Riassumerei dicendo che ho enormi difficoltà a delegare e questo nel tempo può diventare un problema.

>> Secondo te, che peso hanno per il successo di un’impresa il percorso di studi dell’imprenditore e il suo vissuto?

Credo che nell’ambito lavorativo il percorso di studi non finisca mai e se questo è vero in generale, per un imprenditore lo è a maggior ragione: la riqualificazione dovrebbe essere continua. L’evoluzione tecnologica è rapidissima, la varietà di nuovi materiali e di nuove strumentazioni tocca ogni ambito e anche il quadro legislativo/fiscale è in continuo mutamento. Viviamo in un sistema che fornisce molte possibilità di riqualificazione: “Imprenderò” ne è un esempio. Di contro trovo che ci sia ancora un grosso scostamento tra percorso scolastico obbligatorio e formazione delle professionalità. Si entra nel mondo del lavoro sempre più tardi e totalmente impreparati sia a livello pratico che critico, quindi le esperienze personali sono fondamentali: che si tratti di viaggi fatti all’estero, attività di volontariato, esperienze di studio/lavoro, sport, tutto è sostanziale per sviluppare capacità di giudizio e apertura mentale. Per trarre frutto dalla realtà che ci circonda bisogna conoscerla e per conoscerla bisogna viverla, credo che questo sia fondamentale per un imprenditore, ma non solo.

>> In quale ambito personale o professionale ti senti migliorata dopo aver seguito il percorso formativo di Imprenderò 4.0?

effe udineSenso critico e apertura mentale. Fondamentalmente sono sempre stata critica in modo quasi automatico, ora spero di esserlo in modo organizzato. Quando parlo di apertura mentale qualcuno mi guarda come se questo fosse in perfetta contraddizione con il senso critico. È difficile vedere una nuova prospettiva là dove c’è oggettivamente un problema e fare l’imprenditore oggi è soprattutto questo. Le imprese sopravvissute alla crisi sono quelle che hanno saputo analizzarsi e ripartire dal problema: produco monili in oro e il mercato non è più in grado di acquistarli. Chiudo?… o converto parte della produzione in ottone, resina, pelle…

Annuncio>> Talento, creatività, visione e azione: quanto possono incidere sulla buona riuscita di un’idea imprenditoriale?

A costo di essere monotona sono fondamentali tutte e quattro, ma senza il senso critico e l’apertura mentale un’idea imprenditoriale sarà sempre deficitaria.

“Effe. La Fabbrica dei desideri” si trova a Udine, in Via Roma 16 ed è possibile visitare il negozio con i seguenti orari di apertura: dal martedì al sabato h. 9.00 – 12.30 e 15.00 – 19.00 Seguite anche la Pagina Facebook, attraverso la quale potete contattare direttamente Fabiola per ogni vostra richiesta.

 

di Sara Tortelli

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