L'articolo è stato pubblicato il: 12 agosto 2014

#Idayfvg a Trieste: si è parlato di come fare impresa in Italia

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Il 24 luglio scorso si è svolto l’evento di lancio di Imprenderò in tutta la regione Friuli Venezia Giulia, con diversi eventi in contemporanea nelle quattro province.

A Trieste la giornata, organizzata da AREA Science Park, è stata dedicata al tema “Fare impresa: anche in Italia si può!”.

Ad aprire i lavori Marta Formia, dirigente del Servizio Formazione, Progettazione e Gestione Progetti di AREA Science Park che, dopo un breve saluto, ha lasciato la parola a Marina Urti dell’Assessorato Politiche attive del lavoro, Politiche Formative e Cooperazione Sociale della Provincia di Trieste che ha illustrato le azioni che la Provincia sta mettendo in atto a supporto della disoccupazione, con particolare attenzione all’autoimpiego e alla formazione imprenditoriale.

È poi intervenuta Milena Bortolotto di AREA Science Park che parlato dei servizi e delle attività programmate in tutta la regione da Imprenderò 4.0: 75 seminari informativi e tematici della durata di 8 ore, 48 corsi di formazione imprenditoriale di 40 e 80 ore per sviluppare le competenze manageriali e necessarie a realizzare il proprio progetto imprenditoriale e definirne il piano di impresa, circa 10.000 ore destinate alla consulenza individuale per l’accompagnamento all’avvio o al trasferimento d’impresa.

Con Fabrizio Rovatti di Innovation Factory, Mauro De Bona, consulente, e Emil Abirascid, Ceo di Startupbusiness, si è poi entrati nel vivo del tema analizzando vantaggi e svantaggi dell’ecosistema startup.

Sono stati analizzati alcuni degli aspetti da tenere in considerazione nel percorso di creazione di un’impresa quali la predisposizione all’ascolto del contesto ambientale, l’individuazione di risposte semplici a problemi complessi e il progressivo passaggio da mercati di massa a masse di mercati.

Per Emil Abirascid, le startup innovative hanno segnato la nascita di una nuova mentalità e una cultura d’impresa peculiare.

Interessantissima a questo proposito anche la testimonianza di Jacopo Vigna sulla sua esperienza come Ceo di MilkyWay, la startup modenese che ha dato vita alla più grande community mondiale di appassionati di sport estremi e che ha basato il successo sul “gioco di squadra” , la partecipazione e condivisone degli obiettivi aziendali per raggiungere e soddisfare il mercato.

Vigna ha dato una sua interpretazione al concetto di sogno imprenditoriale; ha parlato di visione di nuovi scenari competitivi grazie ai quali l’impresa introduce discontinuità rispetto ai concorrenti.

Veramente tantissimi gli interventi della giornata tra i quali anche Giacomo Biraghi, advisor e coordinatore dei tavoli tematici di Expo 2015, specialista in progetti territoriali complessi, che ha affrontato la spinosa questione di come fare impresa in Italia; Sebastiano Zanolli, che ha cercato di dare una risposta alla domanda “creare una startup è faccenda complicata o complessa?” e Gianluca Verin, Ceo di Athonet, realtà di AREA Science Park specializzata nello sviluppo di sistemi avanzati per telecomunicazioni mobili, che ha parlato di creazione di valore e di equilibrio tra il genio e il regolatezza.

La giornata, molto ricca di contenuti e di interventi, si è conclusa con De Bona, che ha concentrato l’attenzione su alcuni aspetti chiave della creazione di una startup: il valore del team, la creazione di una rete di collaborazioni e il ruolo dei partner per cooperare e competere al meglio nel mercato.

Perché come diceva lo scrittore francese Paul Valery “Un’impresa da sola è sempre in cattiva compagnia”.

>> Clicca qui per scaricare le slide in PDF

di Sara Tortelli

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