L'articolo è stato pubblicato il: 29 luglio 2015

Costruire reti d’impresa: il manager di rete come chiave di sviluppo per le pmi del Fvg

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foto Casasola per Imprenderò (2)Fabrizio Casasola è un consulente specializzato nella creazione e gestione delle reti di impresa. Ha seguito il percorso formativo imprenditoriale organizzato dal Consorzio Friuli Formazione, nell’ambito di Imprenderò 4.0 con l’obiettivo di strutturarsi al meglio per l’avvio della propria impresa. Gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua storia.

>> Quali sono Fabrizio, a grandi linee, le caratteristiche principali della tua idea d’impresa?

All’età di 52 anni, con un’esperienza solida nell’ambito produttivo, ho deciso di intraprendere l’attività di manager di rete facendo tesoro delle competenze acquisite nelle medie aziende in cui ho lavorato per più di vent’anni. Mi spinge a fare questo la consapevolezza del ritardo con cui l’economia della nostra regione si sta attrezzando per far fronte al fenomeno della globalizzazione: in questo senso la Rete d’Impresa è uno strumento potente per risollevare le nostre aziende.

Il mondo è cambiato: la globalizzazione ha stravolto il panorama economico che conoscevamo. Il nostro territorio è attraversato da fenomeni di respiro mondiale che dobbiamo governare e per fare ciò le aziende friulane (per il 90% micro o piccole aziende) devono superare il vincolo della dimensione troppo piccola e attivare progetti oggi necessari, in primis internazionalizzazione e innovazione. Il primo passo è la costituzione di reti di impresa, da queste considerazioni nasce la mia vision: agire affinché il Friuli Venezia Giulia diventi un territorio che, attraverso la sintesi fra valori identitari ed elementi competitivi, modifichi la sua economia mediante una potente interconnessione dei suoi elementi. In futuro il nostro territorio così trasformato sarà in grado di creare relazioni con le macro aree e le piattaforme dove oggi si crea valore.

 

>> Quali sono i plus principali che fanno della tua idea un’impresa che potrà avere successo?

Mi piace ricordare questa citazione: i luoghi che abitiamo e gli spazi in cui operiamo rischiano di impoverirsi se non si accresce l’attitudine alla comprensione dei fenomeni, a valorizzare i patrimoni dei territori e il lavoro delle imprese, a saper gestire la grande trasformazione dando un senso alla metamorfosi. Con disponibilità e apertura alla dimensione globale.

La mia mission è quindi creare reti impresa portando benefici concreti al cliente finale, mettendolo al passo con i tempi e contribuendo allo sviluppo di un territorio che accolga un’economia formata completamente da aspetti reticolari. Analizzando alcuni concetti chiavi della mission emergono ulteriori riflessioni:

-          creare reti di impresa: il concetto di Rete di Imprese si è sviluppato recentemente in quanto la competizione globale ha portato le aziende ad aprirsi alla collaborazione per ottenere, attraverso meccanismi di Rete, massa critica, know how e, più in generale, i benefici delle economie di scala e di scopo. Per il nostro territorio, dove risiedono aziende di dimensioni contenute, la Rete di Impresa diventa uno strumento competitivo straordinario.

-          benefici concreti: mettere in rete significa far condividere un progetto ad aziende che singolarmente non sarebbero in grado di portalo avanti.

-          al passo con i tempi: è diventato abbastanza usuale fare analisi di carattere geo-economico partendo dai flussi che intercorrono tra grandi macro aree economiche (Cina, Nord Europa, Nord America, ecc). Agganciare questi flussi significa per me tenere l’azienda cliente al passo con tempi che corrono forse troppo rapidamente. I fattori internazionalizzazione, innovazione, tecnologia digitale, legame brand – territorio, riduzione degli sprechi nella filiera sono elementi da sviluppare nei progetti di rete e che in prospettiva determinano la creazione di relazioni con i flussi sopracitati.

-          sviluppo di un territorio: nel costruire reti di impresa mi sento di accettare nella giusta dimensione la sfida di rendere il territorio regionale maggiormente competitivo. Lo sviluppo del territorio a mio avviso passa anche attraverso una metamorfosi culturale.

 

>> Che cosa significa oggi essere un manager di rete?

L’esigenza delle imprese friulane di adeguarsi al nuovo mutamento economico e culturale, superando il vincolo dimensionale e attivando progetti che singolarmente sarebbero irrealizzabili, rappresenta un elemento di sviluppo futuro interessante.

La novità introdotta dalla mia idea di impresa è quella di focalizzarsi sul concetto di Rete. Quest’ultimo non è fattore marginale come accade in alcuni studi professionali, ma elemento da cui parte tutta l’azione dello studio. Per questo motivo la mia attività assume una modalità d’intervento molto operativa in quanto accompagna le aziende clienti verso il progetto della rete e/o verso gli obiettivi che la rete si pone.

Gestire una rete di imprese significa seguire i progetti che i titolari delle aziende coinvolte intendono sviluppare. Solitamente si intendono progetti di internazionalizzazione e di innovazione.Tenendo conto che il più delle volte i titolari sono totalmente assorbiti nella conduzione della propria impresa, la gestione dei progetti (e con ciò intendo le scelte operative da compiere seguendo un cronoprogramma condiviso e partendo dalle indicazioni dei titolari) non può che essere seguito da un consulente esterno che diventa il manager di rete. Per questo genere di lavoro, che direi piuttosto nuovo, è indispensabile operare con un gruppo di imprenditori che credono fortemente al progetto e che al proprio interno hanno costituito buone relazioni. La mancanza di queste prerogative di relazionali complica di molto il lavoro del manager di rete.

 

>> Qual è la competenza o la caratteristica che secondo te non può mancare in un imprenditore di successo?

Spesso vedo negli imprenditori che incontro la capacità di guardare oltre, di definire strategie di impresa per il futuro, di intercettare delle opportunità che nel medio periodo saranno un fattore competitivo importante. Questo atteggiamento “visionario”, accompagnato da una ferrea conoscenza dei dati di bilancio e da una competenza inattaccabile del prodotto, è l’elemento che fa emergere il buon imprenditore.

 

>> Qual è stato il servizio più utile che ti ha offerto Imprenderò per l’avvio della tua impresa?

Imprenderò per me è stato uno strumento utile per dare concretezza alla mia idea imprenditoriale. All’idea deve seguire una strategia, una gestione, un monitoraggio continuo e questi sono stati aspetti che ho acquisito durante le lezioni di Imprenderò.

 

>> Talento, creatività, visione e azione: quanto possono incidere sulla buona riuscita di un’idea imprenditoriale?

Per quanto riguarda la mia attività credo che il fattore “azione” sia decisivo in quanto legato allo sviluppo dei progetti della rete. Ma in ogni caso talento, creatività ed essere un po’ visionari rimangono delle caratteristiche che trasformano un’idea in un’impresa di successo.

 

Fabrizio Casasola è contattabile via email e via Likedin.

Di seguito un video di approfondimento sul tema delle reti di impresa: Fabrizio Casasola ha partecipato lo scorso aprile alla trasmissione FRIULECONOMY su Telefriuli, nella puntata dedicata alle reti di impresa.

di Sara Tortelli

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