L'articolo è stato pubblicato il: 15 giugno 2015

Come tutelare l’idea innovativa?

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Lo scorso 25 maggio il Consorzio Friuli Formazione in collaborazione con StartCup Fvg, nell’ambito di Imprenderò 4.0, ha organizzato a Udine un seminario dedicato al tema dell’idea innovativa e della sua tutela. Oggi da più parti e con numerosi strumenti si incentiva e si supporta lo sviluppo di nuove idee in grado di dare avvio a innovazioni (di prodotto, di processo, ma anche cmportamentali e sociali), tuttavia è importante saper guidare le intuizioni affinché queste si trasformino in idee di business e quindi, in business di successo.

Innovation Any Which WayQuello di trasformare idee in business ideas è senz’altro il compito principale di StartCup Fvg, una competizione tra idee imprenditoriali innovative e startup ad alto contenuto innovativo, con l’obiettivo di stimolare le idee innovative e promuovere l’imprenditorialità, sostenendo lo sviluppo economico della Regione Friuli Venezia Giulia.

Una volta inquadrata l’idea di business di successo, il passo successivo è la verifica della tutelabilità: brevetti e marchi sono importanti strumenti che possono aiutare a non vanificare possibili investimenti futuri. La prima parte del seminario ha quindi visto la partecipazione di Davide Luigi Petraz,  avvocato e socio dello studio di consulenza GLP (con sedi a Udine, Milano Perugia, Zurigo e San Marino), che ha illustrato le caratteristiche principali della proprietà intellettuale, intesa come l’insieme di “tutti i beni materiali e soprattutto immateriali che riguardano l’attività intellettiva dell’uomo e coinvolge aspetti tecnici, giuridici ed economici”. Interessante la distinzione tra i macro concetti chiave di Brevetto, Marchio, Diritto d’autore e Design, con illustrazione delle caratteristiche, durata e specifiche varie,

E’ proprio in base a questi aspetti, sostiene Petraz, che le aziende italiane dovrebbero sfruttare la letteratura brevettuale prima di iniziare lo studio di nuove soluzioni (ricerca soluzioni note, mappatura concorrenti, ricerca soluzioni libere, etc…), ma anche sfruttare le licenze, valorizzare correttamente i propri “intagible assets”, sviluppare strategie di Proprietà Intellettuale integrate nelle strategie generali di impresa e seguire strategie di deposito differenti per ottenere efficienza ed efficacia.

Per scaricare le slide di Davide Luigi Petraz cliccate questo link.

Is Brainstorming the Enemy of Innovation?Il pomeriggio ha visto invece la partecipazione di Daniel Pittinoprofessore associato di Organizzazione Aziendale presso l’Università di Udine e visiting professor presso la Jönköping International Business School (Svezia). È anche membro del Technology Forum Junior Chapter promosso da Ambrosetti-The European House e dal ministero dell’Università e della Ricerca come supporto allo sviluppo di policy recommendations sui temi dell’innovazione tecnologica e della competitività del sistema-Paese.

Daniel Pittino ha illustrato ai presenti il concetto del processo di innovazione, inteso come “processo di concepimento, progettazione, realizzazione, commercializzazione, utilizzo e diffusione di un nuovo prodotto o servizio o di un nuovo processo produttivo”. Alla base dell’invenzione ci sono diversi livelli di ricerca e l’innovazione si realizza quando l’invenzione raggiunge il mercato. Interessante, inoltre, anche l’aspetto di cosa vendere della propria invenzione:

  • La vendita o la licenza del know – how
  • La vendita di una “proof of concept”
  • La vendita di componenti nell’ambito di una relazione di “original equipment manufacturing”
  • La vendita di prodotti, servizi e sistemi “finali” pronti per essere utilizzati e/o personalizzati dagli utenti
  • La vendita di prodotti e sistemi “finali” corredati di servizi di supporto e possibili integrazioni che potrebbero essere richieste dagli utenti

Chiaramente la scelta sarà condizionata dalle caratteristiche tecnologiche dell’idea (“modularità”, rapporto con le risorse complementari), dalle caratteristiche del mercato (possibilità di agire su feedback positivi e processi di affermazione di standard) e dalle risorse a disposizione dell’impresa. Ne conseguirà la predisposizione di un Business Model per definire il posizionamento nel settore e la configurazione organizzativa interna ed esterna.

Nella parte finale dell’intervento Pittino ha quindi approfondito le caratteristiche per la predisposizione di un buon Business Plan, indicando caratteristiche, sezioni, consigi sullo “stile” e peculiarità per scrivere un documento di successo.

Per scaricare le slide di Daniel Pittino cliccate questo link.

di Sara Tortelli

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